Lo scorso 18 luglio 2025 si è svolta nella Sala Congressi dell’Università La Sapienza di Roma, la cerimonia di consegna del premio “Leone d’Oro della Cultura e della Letteratura” organizzato dal Menotti Art Festival di Spoleto e dal Quotidiano La Notte per la promozione delle arti e della cultura, insieme con l’Accademia Universitaria per gli Studi Giuridici Europei (A.U.G.E. ) e con il patrocinio e la partnership dell’associazione internazionale dei critici letterari.
Inaugurato a Venezia il 24 maggio 2025 in occasione della Biennale di Architettura, il Premio rappresenta un tangibile riconoscimento per la carriera professionale, culturale e letteraria, fra gli altri, del collega romano, poeta e scrittore, Roberto Croce, del quale ci siamo già occupati su queste pagine per la sua recente ma prolifica attività letteraria.
Nell’occasione, il Presidente del Menotti Art Festival Prof. Luca Filipponi e l’Accademia A.U.G.E. rappresentata dalla Dott.ssa Rusciano e alla presenza del Rettore Prof. Giuseppe Catapano, hanno consegnato all’Avv. Roberto Croce il bassorilievo “Il Leone d’Oro” del Maestro Mario Lo Coco.
Particolarmente emozionato per il fatto di tornare all’Università La Sapienza dopo tanti anni dalla laurea, ma al tempo stesso visibilmente orgoglioso di vedere riconosciuti sia il proprio lungo percorso professionale di avvocato del Foro di Roma e di “Solicitor” di Inghilterra e Galles, sia l’intensa attività letteraria nella poesia e nella narrativa soprattutto negli ultimi sei anni, l’illustre Collega ha affermato che “Non bisogna mai smettere di inseguire i propri sogni con la forza della passione, qualunque cosa facciamo nella vita”.
Non possiamo che condividere, ricordando le parole di Piero Calamandrei sulla componente del “cuore” nello svolgimento della professione di avvocato: “Molte professioni possono farsi col cervello e non col cuore. Ma l’avvocato no. (…) L’avvocato deve essere prima di tutto un cuore: un altruista, uno che sappia comprendere gli altri uomini e farli vivere in sé, assumere i loro dolori e sentire come sue le loro ambasce. L’avvocatura è una professione di comprensione, di dedizione e di carità. Per questo amiamo la toga (…)”. E, come scrisse Hegel, “nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione.”
Auguriamo al nostro Collega e Autore di proseguire nel percorso con la stessa passione e determinazione.