Il Progressive Rock rivive a Roma con gli IRIDIUM

Già noto a queste pagine per la sua eclettica attività di poeta e scrittore, da ultimo insignito del Premio Oscar Wilde 2025, il collega avvocato Roberto Croce è impegnato anche nel campo musicale come cantante e bassista della cover band romana “Iridium”, che ripropone il progressive rock britannico e italiano degli anni ‘70 del secolo scorso. 

Non ci stupisce. 

Conoscendo la sua passione per il mondo anglosassone (è tra i pochi colleghi romani che vantano la qualificazione professionale anche nel Regno Unito) e la sua versatilità nelle arti e nella letteratura, sapevamo quanto l’idea dell’avvocato “puro”, rinchiuso tra codici e faldoni, fosse per lui niente più che un cliché. Del resto, la professione forense e le arti sono sempre state vasi comunicanti: l’arte dell’eloquenza e la creatività condividono la stessa radice nell’interpretazione della realtà. Basti pensare a Piero Calamandrei (padre costituente ma anche intellettuale poliedrico, finissimo scrittore e acquarellista), a Salvator Rosa (pittore barocco che utilizzava l’abilità oratoria e la conoscenza delle leggi per difendere se stesso e i propri ideali, incarnando l’artista-giurista ante litteram), o a Johann Wolfgang von Goethe (che prima di diventare il titano della letteratura mondiale, praticò la professione forense a Francoforte). E come non menzionare Gianrico Carofiglio (magistrato e poi avvocato, che ha trasformato la procedura penale in un genere letterario di successo) o Paolo Conte (che ha esercitato la professione di avvocato civilista mentre scriveva capolavori come “Azzurro”)?

Insomma, l’avvocato-artista non è affatto una contraddizione né una rarità. 

La nostra ammirazione per l’avvocato-artista Roberto Croce nasce dunque da un comune senso di appartenenza che ci riempie di orgoglio. Per chi, poi, come me, abbia vissuto da testimone gli anni della musica progressive inglese e italiana, quell’orgoglio diventa partecipazione emotiva, oserei dire sentimentale. 

Per i più giovani, va detto che il Progressive Rock (Prog) è stato il tentativo della musica rock di elevarsi a forma d’arte colta, fondendo l’energia del rock con la complessità della musica classica e del jazz. Caratterizzato per lo più da brani lunghi, strutture polimetriche e testi ispirati alla mitologia o alla fantascienza, il genere ha visto l’uso massiccio di tastiere innovative come il Mellotron e il Moog. 

Band come King Crimson (il cui primo album del 1969 viene normalmente indicato come la genesi del prog), Genesis, i primi Pink Floyd, Emerson Lake & Palmer, Yes, Jethro Tull, Van der Graaf Generator e tanti altri hanno trasformato l’album in una “concept unit”, un’opera organica da ascoltare dall’inizio alla fine. In Italia, il movimento ha avuto un successo straordinario con gruppi come la PFM, le Orme e il Banco del Mutuo Soccorso, che hanno saputo mescolare la tradizione melodica mediterranea con il virtuosismo tecnico d’oltremanica. Il Prog, insomma, è stato una sorta di “nuovo rinascimento musicale”, un incontro tra innovazione e creatività. 

Sabato 28 marzo 2026, alle ore 21 (ingresso ore 20,30, offerta libera), presso il “Teatro Parrocchietta” della Chiesa di Santa Maria del Carmine e San Giuseppe in Via del Casaletto 691, nel quartiere Gianicolense. Roberto Croce sarà sul palco con il suo basso elettrico e gli altri musicisti degli “Iridium” (Roberto Ursino, voce e chitarra, Francesco Faina alle chitarre, Stefano Ghidotti alle tastiere, Alessio Mancini al flauto e Riccardo Venanzi alla batteria) per mantenere viva la memoria di quell’irripetibile fenomeno della musica Prog. Ed io sarò lì per riviverne con loro le indimenticabili emozioni giovanili. 

Add a comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *