Ciò che sconcerta e’ constatare nei leader europei la saldatura al massimo livello tra incompetenza politica e miseria morale che ci sta portando verso la catastrofe.
E come disse Edgar Morin poco prima di morire è “sorprendente vedere in questi momenti di grave pericolo così poca coscienza, così poca volontà nell’immaginare e promuovere la pace”
E non è superfluo sottolineare che questa pervasiva ideologia della guerra che si vuol financo instillare nella coscienza della gente, poco o niente ha a che vedere con la salvaguardia degli interessi nazionali, con il valore della difesa della patria, con la necessità di un adeguato strumento militare.
Domina incontrastata una visione moralistica e ideologica della politica e delle relazioni tra gli Stati, che produce una serie di nefaste e distruttive conseguenze: negazione della complessità del reale e declino della capacità critiche del pensiero, morte dell’arte della mediazione e delle diplomazia, cecità e indifferenza morale nei confronti di pratiche distruttive della vita e della dignità umana.
Ideologia della guerra e interesse nazionale.
Non necessariamente l’idea liberale doveva prendere la direzione che ha preso. Poteva prevalere la linea Kant-Hegel, attenta alla dimensione comunitaria e alla promozione della dignità umana e del lavoro. Oltre che della ferma e reiterata condanna della schiavitù. Ha prevalso invece l’ ideologia liberista-libertaria, che affonda le sue radici nella perniciosa antropologia individualistica di Bentham e di Stuart Mill, e di quei liberali che in nome della libertà di contratto e del mito della proprietà giustificavano e promuovevano il lavoro dei bambini in fabbrica, la schiavitù dei neri e lo sterminio dei nativi americani. Oggi l’ideologia liberal progressista, che ha tra i suoi più infami prodotti la pratica dell’utero in affitto, imperversa perché più funzionale agli aspetti mercificanti e predatori della globalizzazione neocapitalistica. E degli interessi geopolitici ed economici che conducono alla guerra infinita e alla distruzione del diritto internazionale scontro di civiltà. E più rispondente alla gratificante ma distruttiva illusione della libertà illimitata.