Truffe assicurative per 4 milioni: in 36 rischiano il processo, 11 patteggiano. Stralciata una posizione

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Una rete criminale ben strutturata, capace di architettare sinistri inesistenti con la complicità di medici, infermieri e soggetti compiacenti, ha generato un danno alle compagnie assicurative per oltre quattro milioni di euro. È il bilancio emerso dall’udienza preliminare svoltasi davanti al gup Emilio Minio, che si è riservato la decisione sul rinvio a giudizio per 36 imputati. Altri 11 hanno chiesto di accedere al patteggiamento, mentre la posizione di Luciano Cremona è stata stralciata.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Gerardina Cozzolino e condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Aversa insieme ai NAS di Caserta, ha fatto luce su un’associazione a delinquere dedita alla truffa, al falso e alla corruzione, finalizzata all’ottenimento fraudolento di risarcimenti assicurativi.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i membri del gruppo facevano giungere nei pronto soccorso di Marcianise e Maddaloni soggetti sani o con vecchie fratture, fornendo loro false generalità e documenti contraffatti. Referti medici falsi venivano poi impiegati per avviare richieste risarcitorie, spesso corroborate da documenti prodotti da centri diagnostici privi di autorizzazioni o intestati a prestanome. Anche falsi fisioterapisti rilasciavano fatture per trattamenti mai effettuati.

A sostegno delle istanze risarcitorie figuravano anche medici pubblici e privati compiacenti, mentre un infermiere dell’ospedale di Marcianise si occupava di validare documenti non registrati nel sistema dell’ASL. Il tutto, secondo l’accusa, per superare i controlli delle agenzie antifrode.

Tra i difensori degli imputati compaiono, tra gli altri, gli avvocati Ferdinando Letizia, Giuseppe Stellato, Vincenzo Guida, Cristina Riccardi e Romolo Vignola. Le compagnie assicurative coinvolte si sono costituite parte civile tramite i legali Lucia Piscitelli, Alfonso De Amicis, Giuseppe Sorano e Filippo Martini.

Sequestrati beni per oltre 600.000 euro, tra cui contanti trovati durante le perquisizioni e due strutture sanitarie. L’inchiesta ha già portato all’emissione di 23 misure cautelari.

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