Corruzione nella sanità calabrese: assolto l’ex consigliere Nicola Paris. Dodici condanne, otto assoluzioni

REGGIO CALABRIA – È arrivata nel pomeriggio del 26 giugno la sentenza del Tribunale di Reggio Calabria sul processo “Inter Nos”, scaturito da un’indagine della Guardia di Finanza coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia reggina e incentrata sulle presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta negli appalti dell’Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Reggio Calabria.

Tra i venti imputati, imprenditori e funzionari pubblici, figura anche l’ex consigliere regionale della Calabria Nicola Paris, eletto con l’Udc e successivamente passato al Gruppo Misto. Paris era accusato di corruzione per aver tentato – secondo l’accusa – di esercitare pressioni sull’allora presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, al fine di ottenere il rinnovo del contratto di un dirigente Asp.

Tuttavia, il Tribunale presieduto da Greta Iori lo ha assolto con formula piena: “per non aver commesso il fatto”. I suoi difensori, gli avvocati Francesco Calabrese e Attilio Parrelli, hanno contestato con successo la ricostruzione accusatoria, ottenendo il proscioglimento.

Sul totale dei venti imputati, dodici sono stati condannati. Tra questi, gli imprenditori Antonino e Domenico Chilà, Giovanni Lauro, Angelo Zaccuri, Bruno Martorano, Antonio Costantino, Lorenzo Delfino, Sergio Piccolo e Gianluca Valente, con pene comprese tra 4 anni e mezzo e 6 anni e mezzo. Condannati anche tre funzionari dell’Asp: Nicola Calabrò, Francesco Macheda e Filomena Ambrogio.

Sono invece stati assolti altri otto imputati, tra cui l’ex direttore generale Rosanna Squillacioti, l’ex commissario Francesco Sarica, e vari funzionari dell’Asp. Il Tribunale ha inoltre escluso per tutti l’aggravante mafiosa.

Add a comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *