LATINA – È entrato in una fase cruciale il processo scaturito dall’operazione “Assedio”, avviata il 3 luglio 2024 e culminata con l’emissione di 25 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti accusati di far parte di un’associazione criminale radicata nel territorio pontino. Tra gli imputati anche l’ex sindaco di Aprilia Lanfranco Principi, attualmente agli arresti domiciliari, che ha scelto di non presenziare alle udienze.Nel corso della nuova udienza davanti al collegio penale del Tribunale di Latina – presieduto da Donatella Nadile, affiancata dai giudici Villani e Romano – è stato dato il via libera alla costituzione di tutte le parti civili che ne avevano fatto richiesta. In aula sono stati riconosciuti: il Comune di Aprilia, rappresentato dall’avvocato Massimo Sesselego; l’associazione Antonino Caponnetto, assistita dall’avvocata Benedetta Manasseri; “Reti di Giustizia”, con il legale Fabio Federici; e l’associazione Libera, con gli avvocati Vincenza Rando e Demetrio Villani.Il collegio ha respinto l’eccezione sollevata dall’avvocato Fabrizio D’Amico, che contestava la competenza territoriale del Tribunale di Latina in favore di quello di Velletri, sostenendo che un episodio chiave – un’aggressione – fosse avvenuto a Lavinio. I giudici hanno però rilevato che i reati più gravi si sarebbero consumati ad Aprilia, confermando così la competenza del foro pontino.Nel corso dell’udienza è stata inoltre discussa la posizione di Nabil Salami, per cui il difensore ha avanzato richiesta di rito abbreviato condizionato. La decisione è stata rimessa al collegio, che si è riservato.Prossima udienza il 26 settembre. Seguono due ulteriori date già fissate in autunno. Intanto, Libera ha ribadito la propria posizione, con il referente regionale Gianpiero Cioffredi che ha parlato della necessità di “portare nel processo la voce della comunità che si ribella all’oppressione mafiosa”.
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