Un totale di sei milioni di euro sottratti al fisco grazie a un sistema informatico studiato per occultare incassi. È quanto contesta la Procura di Bari a 28 odontoiatri e ad alcuni amministratori di società, che insieme al titolare della Tomprojects, Tommaso Carbone, rischiano ora il processo. La pm Luisiana Di Vittorio ha chiesto il rinvio a giudizio e il procedimento arriverà davanti al gup Antonella Carfagna il 10 novembre.Il cuore dell’indagine è un software che consentiva di passare dalla contabilità regolare a quella in nero semplicemente digitando una combinazione di tasti e una password. Le operazioni non dichiarate venivano salvate su chiavette Usb e restavano fuori dai bilanci ufficiali.A innescare il fascicolo è stata la denuncia di un’ex dipendente di uno studio dentistico, che ha descritto nei dettagli la procedura, confermata poi dalle verifiche della Guardia di Finanza. Le indagini hanno portato al sequestro di chat e documenti rinvenuti sul cellulare di Carbone e nella sede della Tomprojects, dove erano conservati elenchi di professionisti che avrebbero fatto uso del sistema.Il caso barese si inserisce in un filone più ampio che ha interessato anche le procure di Trani e di altre città del Sud, con sequestri per oltre due milioni di euro già effettuati tra il 2022 e il 2023. Alcuni dei dentisti indagati hanno già provveduto a saldare i debiti con l’erario, circostanza che potrebbe incidere sulle future scelte difensive.Con l’apertura dell’udienza preliminare, gli imputati avranno l’occasione di chiedere riti alternativi per definire più rapidamente la loro posizione. L’attenzione resta alta sul ruolo della software house, accusata di aver fornito uno strumento concepito appositamente per l’evasione.
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