Alla fine hanno cancellato il concerto sinfonico del maestro russo,  il direttore d’orchestra Gergiev, per le sue simpatie putiniane.

Fatto gravissimo, una vergogna assoluta,un segno inequivocabile, così ricco di meschinità e viltà, della catastrofe dell Occidente, che nelle sue nefaste pieghe contiene la visione ideologica e moralistica dei conflitti e della politica,  di cui tragica conseguenza è la fine dell’autonomia e del valore della cultura. Voglio ricordare Benedetto Croce che difese con grande determinazione ai tempi della Prima Guerra mondiale l’autonomia dell’arte e della scienza contro la filosofia di guerra e il bellicismo che imperversavano tra I politici e.gli intellettuali. Il filosofo disse che, per quanto orrenda fosse la guerra, gli artisti e gli uomini di cultura, pur continuando a seguire le sorti del proprio Paese, avevano il dovere di produrre opere ” come se la guerra non ci fosse “.Che vogliamo fate allora? Vietare Martin Heidegger, il.pensatore  he più di ogni altro ha riflettuto ed individuato le contraddizioni della modernita’, perché per un periodo aderì al nazismo? O bruciare i libri di Tolstoj e Dostoevskij? O dove ancora la “cancel culture” del cretinismo occidentale vuole arrivare?

Ma la cosa che irrita di più è che un tempo a sostenere la retorica guerrafondaia, e magari a vietare le opere di cultura del nemico, vi erano intellettuali di alto livello,  come il grande accademico e diplomatico Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff. Oggi invece ci sono solo stupidi politici, che possono anche preferire Fedez a Tchaikovsky, ma che soprattutto sono dei perfetti minus habens.

La causa della politicizzazione della cultura o meglio l’attentato alla sua autonomia affondano le loro radici in una sorta di illusione di superiorità intellettuale,.se non di vero e proprio razzismo morale, per cui i miei valori e le.mie istituzioni, incarnando il bene,  ho il diritto- dovere di importeli, con le.buone e le.cattive, perché così facendo realizzo non la.salvaguarda di.miei interessi e credenze particolari ma universali valori di giustizia.

Questa illusione, questo razzismo,.è  anche ciò che porta a fraintendere e a confendere l’amore.per propria patria, l adesione senza riserve alla.propria comunità, con lo.sciovinismo.nazionalistico e di parte, per.cui, ancora, noi siamo i.depositari del bene e.voi siete.il.nemico assoluto.privo.di.dignita e di umanità che va cancellato dalla faccia della terra. Nella.storia ci.sono stati eclatanti esempi di falsi amori.per la.propria nazione che in realtà nascondevano un mito di superiorità sugli altri, come.ad.esempio in quelle ideologie che si affermarono.prima.della.prima guerra.mondiale. ove celebravano le virtù della.propria terra che fosse l “.esprit”.francese o il “geist” tedesco come la chiave del bene e della giustizia assoluti.

E.oggi a questo assistiamo purtroppo. A forme di fobia contro gli altri, indici di assoluta povertà intellettuale e morale.

All base di tutto c è l Occidente che ha smarrito i suoi originari valori che legavano il principio di libertà a una visione realistica delle cose, alla.capacità di mediazione e alla.giusta misura ( Metron Ariston dicevano i Greci)

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