Questo 10 settembre 2025 è stato un giorno straziante nella storia degli Stati Uniti: l’attivista politico MAGA Charlie Kirk è stato ucciso a trentun anni durante uno dei suoi famosi dibattiti con gli studenti universitari. Per il commentatore statunitense Ben Shapiro si tratta di un “martirio”.
Quel mercoledì la piazza della città universitaria della Utah Valley University è gremita da migliaia di studenti, per la maggior parte repubblicani. L’ambiente è rilassato: non ci sono controlli di sicurezza. Dopo ore di attesa, finalmente inizia il dibattito tra Charlie Kirk e gli studenti. Intorno alla folla ci sono edifici non più alti di tre piani; proprio su uno di questi, a quasi 200 metri, si sta appostando un ventenne con un Mauser .30-06, un semplice fucile da caccia. La distanza è notevole, ma lui è un tiratore esperto: posiziona in modo stabile l’arma, regola il mirino compensando la caduta del proiettile nella traiettoria e controlla il respiro. Ora deve solo aspettare il momento giusto. Arriva quando un partecipante pone a Charlie Kirk una domanda retorica: «Lei lo sa qual è il numero di sparatorie di massa causate da persone transgender negli ultimi dieci anni?» lo studente vuole evidenziare che il numero di sparatorie commesse da persone transgender è irrisorio, in confronto a quelle commesse dai maschi bianchi. Lui risponde: «Sono state troppe». Lo studente insiste chiedendo: «Sa quante sparatorie di massa ci sono state in America negli ultimi dieci anni?». Kirk è pronto: «Considerando anche quelle che coinvolgono le gang?». All’improvviso, la sua battuta viene interrotta: si sente uno scoppio, dalla gola di Charlie Kirk esce un fiotto di sangue, il suo corpo trema e cade a terra. Il tiratore, intanto, avvolge in un panno il fucile e le munizioni e li lascia in un bosco nelle vicinanze, sulle munizioni era scritto “Prendi questo Fascista”, e poi l’attentatore si dà alla fuga.
Proprio lui, che si batteva per la libertà di parola, è stato silenziato nel modo più terribile.
Per comprendere l’impatto di questa perdita, è necessario ripercorrere chi fosse Charlie Kirk. A 18 anni ha fondato Turning Point USA (TPUSA), che ora vale milioni di dollari, organizzava una varietà di eventi dal vivo in cui, nei dibattiti, difendeva il Secondo Emendamento, la campagna pro-life e il matrimonio tradizionale, e si opponeva alla somministrazione di trattamenti medici a bambini e adolescenti per il cambiamento di sesso.
Lascia la moglie, figlia di un anno e il figlio di tre anni.
Fervente cristiano, con un seguito di milioni di persone, era un modello per i giovani che si avvicinavano al mondo conservatore; molti gli attribuiscono il merito del successo di Trump tra le nuove generazioni alle elezioni del novembre scorso. I più esperti sostengono che abbia anche consigliato il Presidente su alcune nomine di governo.
Era inoltre molto attivo nel mondo dei podcast, con una propria rete di programmi. A testimonianza del suo sincero credo nella necessità di un confronto pacifico e costruttivo, è stato ospite anche di podcast di area progressista, come quello del comico Bill Maher e quello del governatore della California, Gavin Newsom.
Tuttavia, la figura di Kirk non era mai stata priva di polemiche, dai suoi detrattori veniva definito di estrema destra. Ecco alcune tra le sue dichiarazioni più controverse:
- Da ricordare la critica, più di un anno fa fatta in occasione di AmericaFest del dicembre 2023 a Phoenix, al Civil Rights Act, da lui criticato perché, a suo dire, discrimina in base alla razza, come farebbe oggi la DEI, e limita la libertà di parola; aveva inoltre avviato una campagna per screditare Martin Luther King, definendolo un attivista violento.
- Ha paragonato, in un post su X del giugno 2025, l’attacco alle Torri Gemelle alla campagna elettorale per il sindaco di New York del candidato Zohran Mamdani, giovane politico di sinistra di religione islamica.
- Spesso si ricorda una frase detta a un evento a Salt Lake City nel 2023, in cui sosteneva che avere alcuni morti causati dall’uso delle armi fosse un prezzo da pagare in nome del diritto — da lui ritenuto di origine divina — sancito dal Secondo Emendamento; non sfugge la macabra coincidenza che poi lui stesso sia rimasto vittima dell’uso delle armi da fuoco.
Il suo modo di fare politica è stato definito dall’autore e attivista Jonathan Rauch come «l’estremismo spostato al centro alla velocità della luce», normalizzando argomenti e ragionamenti che prima erano considerati tabù o impensabili.
Charlie Kirk credeva nella libertà di parola al punto da accettare con buon spirito anche le parodie più spregiudicate, come quella su di lui della famosa serie animata South Park. In quell’episodio i suoi dibattiti venivano paragonati alla masturbazione, giocando con le parole «master-debater» (campione di dibattito) e «masturbating» (masturbazione). Considerava questo un traguardo professionale e buona pubblicità, a tal punto che aveva cambiato la sua immagine profilo sui social con la foto del protagonista dell’episodio travestito da se stesso.
Secondo le notizie delle ultime ore, emerge che l’assassino è stato catturato, sono stati i suoi genitori a chiamare la polizia, la notizia è stata rilasciata da Donald Trump nella trasmissione Fox and Friends di Fox News. Per ora sappiamo dunque da quali ideali fosse guidato l’assassino, lui ancora non ha voluto dire qual é stato il suo movente.
Charlie Kirk è solo l’ultima vittima di violenza politica in America, a differenza dei precedenti questo atto inaudito fa da spartiacque perché gli Stati Uniti perdono proprio chi voleva dialogare, aprirsi e confrontarsi, alimentando solo di più la “guerra culturale”.