Il tuffo, la famiglia, l’emozione dell’acqua

Intervista con Isabella Marcelli, autrice di Margit
Clicca il link qui di seguito per la recensione del librohttps://iuspolis.it/margit-la-donna-che-sfido-il-destino/

Il libro su Margit è stato presentato nella splendida location romana del Pio Sodalizio dei Piceni, in Piazza di S. Salvatore in Lauro, 15. Quel giorno, insieme all’autrice Isabella Marcelli, c’erano Cristina di Chio, storica dell’arte e delegata FAI Roma, Nicoletta Fattibene, docente di rune arcane, Simona Scarpati, docente di empowerment e il Prof. Adolfo Panfili, oltre un vasto pubblico che non ha lesinato gli applausi ai vari interventi.

In questo nuovo incontro siamo sole, più che un’intervista è un dialogo tra due donne.

D- Isabella, il tuo romanzo con il tuffo di Margit dal Ponte delle Catene, una scena suggestiva

R- Il tuffo rappresenta la ribellione alla rigidità dell’educazione della sua famiglia, l’iniziazione verso la propria autenticità, che la porterà a far coesistere il suo spirito ribelle con la sua capacità di prendersi cura degli altri.

D- L’ acqua è un elemento dominante nella storia che hai scritto

R- L’acqua è un elemento alchemico, rappresenta la transizione e la protezione, pensiamo al grembo materno.

D- La famiglia che racconti è un legame che regola ma non imprigiona

R- Infatti, dopo il tuffo dal ponte, il padre non punisce Margit, ma le chiede cosa ha provato.

La persona che in famiglia rompe gli schemi, in realtà la arricchisce.

D- Il padre di Margit, il marito, gli uomini che incontra nella sua vita, gli uomini della tua famiglia, sono tutte figure positive.

C’è un personaggio maschile, al contrario, fortemente negativo e pericoloso

R- Sì, il compagno di una mia paziente. Un uomo narcisista, l’ombra che si impone e ti mantiene nell’oscurità fingendo di proteggerti.

Il femminicidio è l’ultima violenza, definitiva purtroppo.

La cosa peggiore è che spesso le donne che hanno una relazione tossica con uomini del genere, si colpevolizzano, si lasciano svuotare a poco a poco.

La mia responsabilità professionale è proprio di accompagnarle a prendere coscienza del proprio valore e di aprirsi al mondo.

D- Una grande responsabilità, che richiede un coraggio simile al tuffo dal ponte.

Pensi di tuffarti ancora nella scrittura?

R- Certamente, con grande piacere.

Tuffarsi per nuotare tra i libri ha un grande vantaggio: nella cultura e nel sapere ci si immerge dolcemente con la certezza che è un mare ove non si affoga mai, benvenuta nel mondo degli autori, Isabella.

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