Era accusato di omicidio colposo per non aver disposto il ricovero di un paziente che poche ore dopo si tolse la vita. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Ascoli Piceno, Antonella Caponetti, ha assolto lo psichiatra che il 19 febbraio 2022 visitò al Pronto soccorso dell’ospedale Madonna del Soccorso un uomo con un grave disturbo psichiatrico, dimettendolo poche ore dopo.
La Procura, rappresentata dalla dottoressa Mara Flaiani, aveva chiesto una condanna a due mesi e venti giorni di reclusione, tenuto conto dello sconto di pena previsto dal rito abbreviato. Secondo l’accusa, il medico avrebbe dovuto trattenere il paziente per sorveglianza sanitaria e ripresa della terapia sospesa da mesi.
L’uomo, affetto da disturbo bipolare-schizoaffettivo e in cura dal 2009 presso il Dipartimento di Salute Mentale, si era presentato spontaneamente in ospedale, riferendo di aver interrotto la terapia stabilizzante e di avere pensieri autolesionistici. Dopo la visita, era stato dimesso con prescrizione farmacologica e appuntamento per una visita di controllo fissata al 22 febbraio. Poche ore dopo, durante la notte, si è impiccato.
La difesa, sostenuta dall’avvocato Mauro Gionni, ha convinto il giudice: “Non vi erano elementi reali per far sospettare un rischio immediato. Il fatto stesso che il paziente si sia rivolto al pronto soccorso è segno di una volontà conservativa. Non ha lasciato messaggi, e prima di morire aveva parlato con la figlia dicendole ‘ci sentiamo domani’”.
Per il GUP, la responsabilità del medico non sussiste: l’evento era imprevedibile. Il processo si è concluso con l’assoluzione piena: il fatto non costituisce reato.