Roma, 16 giugno 2026 — Auditorium della Conciliazione.
Si è tenuto il 16 giugno presso l’Auditorium della Conciliazione di Roma il primo congresso di Futuro Nazionale, il movimento fondato dal generale Roberto Vannacci. Una giornata intensa, non priva di tensioni, che ha visto il generale protagonista assoluto sia nell’intervento in sala sia nella conferenza stampa conclusiva, affiancato dal deputato Rossano Sasso. La stampa tenuta a distanzaLa giornata ha esordito con una nota polemica sul trattamento riservato alla stampa. Il deputato Furgiuele, che ha gestire il punto stampa, ha dovuto fare i conti con un numero di giornalisti superiore a quelli registrati, molti dei quali lamentavano di aver inviato richieste di accredito rimaste senza risposta. La sala stampa era stata ricavata nel corridoio d’ingresso riservato ai disabili, rendendo impossibile seguire adeguatamente la conferenza. Ai giornalisti non è stato permesso di accedere alla sala congressuale: una scelta che Vannacci ha implicitamente giustificato con il timore che le dichiarazioni isolate di due o tre presenti possano essere strumentalizzate per condizionare il giudizio sull’intero partito. Una spiegazione che non ha convinto molti degli accreditati, lasciando nell’aria la sensazione che la stampa fosse stata deliberatamente tenuta a distanza.
L’attacco ai media e il paradosso Vannacci
Nell’intervento congressuale, Vannacci non ha risparmiato critiche dure nei confronti del sistema mediatico. A suo giudizio, è la stampa ad averlo accusato di essere l'”utile idiota” della sinistra, dipingendolo come uno strumento di divisione della coalizione di centrodestra. Ha descritto la cosiddetta “tecnica Formigoni” — far dire a due o tre voci selezionate qualcosa di inaccettabile per screditare l’intero movimento — come uno strumento ancora in uso contro Futuro Nazionale .Eppure emerge qui la contraddizione più acuta della giornata. È stata proprio la stampa che nel 2023, definendo Il mondo al contrario un libro xenofobo e il suo autore un pericolo pubblico, ha trasformato Vannacci da generale in pensione in fenomeno politico nazionale. Quella campagna di delegittimazione non lo ha distrutto: lo ha costruito. C’è chi si chiede se la nuova ondata di attenzione critica non stia per ripetersi, portandolo a un ulteriore ampliamento del suo bacino elettorale.
Posizionamento: né destra né vassallo
Sul fronte delle alleanze, Vannacci è stato categorico: “Non ho mai parlato di unirsi con il centrodestra.” Futuro Nazionale si propone come sestante autonomo della coalizione, disponibile a collaborare con chiunque ne condivida i valori, ma critico verso chi ha sostenuto l’agenda Draghi e verso Forza Italia, accusata di aver votato contro i fondi per i CPR all’estero allineandosi con la sinistra. Ha ringraziato i rappresentanti presenti al congresso — tra cui Regimenti ex europarlamentare di Forza Italia — sottolineando che la correttezza istituzionale avrebbe richiesto una risposta anche da chi non si è presentato. Secondo quanto riferito da un delegato, Lupi avrebbe ordinato alla propria delegazione di non intervenire dopo aver sentito il tono caustico di Vannacci nei confronti di Forza Italia. Immigrazione: “L’Italia agli italiani”
Ampio spazio ha occupato il tema migratorio.
Vannacci ha espresso sostegno alla proposta di remigrazione promossa da movimenti della società civile, tra cui CasaPound, definendo “uno scandalo” la sua censura parlamentare. Ha sostenuto la necessità di esami più rigorosi per la cittadinanza e la condizionalità degli aiuti allo sviluppo all’accettazione dei rimpatri. Ha citato dati concreti: in Francia l’immigrazione costa allo Stato 20 miliardi l’anno; a Bologna la popolazione straniera rappresenta il 12,5% degli abitanti ma occupa il 25% delle case popolari — alloggi che, ha sottolineato, dovrebbero andare agli italiani. Uno slogan scandito in sala ha sintetizzato il concetto: “L’Italia agli italiani.” Sul tema della cittadinanza, ha tracciato una distinzione precisa: non si revoca allo straniero che commette un reato grave, ma a chi sostiene attivamente una potenza ostile, come l’analista svizzero , già sanzionato dalla Commissione Europea per il suo appoggio alla Russia.
Riarmo, pensioni e scuola
Vannacci ha smontato la retorica del riarmo europeo da 800 miliardi, definendola una risposta agli interessi industriali di Francia e Germania più che a una reale minaccia russa, citando il divario tra i 190 miliardi di spesa militare russa e i 300 europei. Sulle pensioni militari ha chiarito che la sua non è una proposta politica ma una constatazione tecnica: dopo vent’anni di servizio e cinque in zone di combattimento, le condizioni fisiche non consentono di continuare a operare come incursore. In materia di istruzione ha richiamato i modelli di classi differenziate per capacità già adottati in Francia e Gran Bretagna per alunni con bisogni educativi speciali.
Sasso e i finanziamenti
In conferenza stampa il deputato Rossano Sasso ha risposto alle domande sul finanziamento del congresso: Mondo al Contrario ha contribuito con 70.000 euro, mentre Generazione Decima dispone di circa 30.000 euro sul conto corrente. Lo stesso Vannacci ha anticipato che Mondo al Contrario si scioglierà a breve, segnando la piena convergenza delle sue strutture in Futuro Nazionale.
Il primo congresso del movimento si chiude con un bilancio ambivalente: organizzazione perfettibile, messaggio politico nitido. E con la conferma che Vannacci sa come fare notizia — nel bene e nel male.