Tre storie sulla donazione di sangue

Si ringrazia per l’immagine la Fondazione Telethon

Roma e la carenza di sangue

A Roma le sacche di sangue mancano. Il dato, per il Lazio, è netto: la regione è costretta a importare sangue dalle altre regioni dove la raccolta è in surplus. Nel 2024 mancavano tra le 20mila e le 25mila unità l’anno — circa il 20% del fabbisogno. Sacche che, semplicemente, non ci sono. Il Sole 24 OREIl Sole 24 ORE

C’è una ragione che va oltre l’anagrafica dei donatori o il caldo d’agosto. Roma è una delle mete sanitarie più ambite d’Italia — nel 2023 il sistema sanitario del Lazio ha generato oltre 430 milioni di euro di crediti grazie a pazienti arrivati da altre regioni per curarsi. Ospedali d’eccellenza, centri specializzati, un’offerta sanitaria che attira ben oltre i confini regionali — e ogni paziente che arriva porta con sé anche una domanda di sangue che i donatori romani, da soli, devono coprire. La popolazione che le ASL della Capitale devono servire, insomma, è sempre più grande di quella anagraficamente residente. Il risultato è un sistema che cura di più, ma raccoglie sangue come se dovesse bastare a meno persone. Primonumero

Dietro ai numeri, però, restano le persone. Le tre storie che seguono sono di fantasia — verosimili ma non reali, a tutela della privacy e della storia personale dei pazienti. Ma restituiscono con fedeltà ciò che accade ogni giorno nei reparti di ematologia, pronto soccorso e terapia intensiva neonatale della città. Un bambino talassemico che aspetta la trasfusione mensile. Una studentessa che finisce sotto un’auto in bicicletta. Una neonata prematura che lotta per respirare. Casi diversi, un solo filo conduttore: qualcuno, in un giorno qualunque, ha deciso di donare.

Tre storie sulla donazione di sangue

Queste che leggerete sono tre storie, di cronicità, di emergenza e di fragilità. Tutti casi in cui la donazione di sangue ha un ruolo fondamentale.

Andrea 

Andrea ha da poco compiuto 30 anni e ha una famiglia con un figlio di 6 anni. Da quando era piccolo, Andrea ha bisogno di trasfusioni di sangue almeno una volta al mese e di sottoporsi a una terapia farmacologica, perché è talassemico. Per fortuna ha un gruppo sanguigno che gli permette di ricevere sangue da un’ampia platea di donatori.

Le persone affette da talassemia hanno una mutazione genetica che non permette loro di produrre correttamente l’emoglobina, la proteina dentro i globuli rossi che trasporta l’ossigeno nel corpo. I globuli rossi difettosi vengono distrutti molto prima del normale, e il corpo non riesce a rimpiazzarli abbastanza in fretta. Il risultato è un’anemia cronica: il sangue non porta abbastanza ossigeno ai tessuti.

Le trasfusioni periodiche servono proprio a questo — a rifornire il corpo di globuli rossi sani. Purtroppo però portano con sé anche molto ferro, più di quanto il corpo riesca a smaltire. Per evitare che si accumuli negli organi, Andrea deve assumere anche dei farmaci che aiutano a eliminarlo. In casi come il suo, senza questo doppio sostegno, sarebbe impossibile condurre una vita normale.

Invece Andrea ce la fa: niente sforzi eccessivi, ma belle giornate con suo figlio. L’atto volontario di decine di persone all’anno rende tutto questo possibile.

Giulia

Giulia è una ragazza di 23 anni, studia Scienze Politiche alla Sapienza e vorrebbe fare la diplomatica tra qualche anno.

Un pomeriggio, tornando dall’università in bicicletta, viene colpita per una questione di secondi da un’auto che ha tentato di sorpassarla. Giulia cade dalla bicicletta. Prova a rialzarsi, ma non ci riesce: ha un forte dolore al femore destro. Capisce subito che qualcosa non va e chiama il 118. Proprio da quel momento inizia a preoccuparsi e ha paura che questo evento possa intralciare i suoi sogni. 

Sul posto i sanitari valutano la situazione: Giulia è pallida, accusa un forte dolore ed ha un arrossamento sulla coscia. Potrebbe essere una frattura con emorragia interna. In ambulanza gli operatori la stabilizzano e controllano i segni vitali.

Arrivata in ospedale si procede per gradi: si rivalutano i parametri vitali, si effettuano radiografia, TAC e analisi del sangue.

L’attesa per i risultati è snervante, Giulia non sa cosa aspettarsi. Il personale medico è preso dalle sue cure e non ha le forze per attirare la loro attenzione.

Da qui si valuta se sia necessaria una trasfusione. Data la gravità, si decide di procedere.

Ed è qui che la donazione entra in gioco. La trasfusione di un 1,5 litri, permette a Giulia di affrontare l’intervento chirurgico con più ossigeno nel sangue e una pressione arteriosa più stabile. Grazie all’atto di donazione di tre persone, l’operazione va a buon fine !

 Da quel momento le resta solo un percorso di fisioterapia — e può tornare a inseguire il suo futuro da diplomatica.

Lucia

Elisabetta e Luigi hanno dovuto affrontare un parto prematuro alla trentesima settimana e hanno accolto nella loro famiglia la piccola Lucia. La neonata sta generalmente bene, ma ogni tanto “si dimentica” di respirare, soffrendo di apnee. Elisabetta e Luigi sono molto tristi si all’inizio della gravidanza si aspettavano di abbracciare da subito la loro piccola.

I neonati prematuri faticano a produrre abbastanza globuli rossi, e quindi portano meno ossigeno al corpo. Succede per due motivi: le riserve di ferro — che serve a costruire i globuli rossi — si formano soprattutto nell’ultimo trimestre di gravidanza, che Lucia non ha vissuto; e l’ormone che stimola il midollo osseo a produrre globuli rossi è ancora troppo poco nel suo piccolo organismo.

I medici spiegano la terapia alla coppia, e quelle parole li rassicurano un po’. Dovranno aspettare ancora un po’ per stare veramente vicino alla loro figlia.

Da una singola sacca di sangue donato si ricavano più dosi piccole, che vengono somministrate nel tempo per accompagnare Lucia in questa fase così delicata.

Con un solo atto di donazione, Lucia può crescere — e i sogni di Elisabetta e Luigi possono realizzarsi.

Puoi farlo anche tu !

Vuoi partecipare anche tu a questi processi straordinari? 

Puoi farlo sia da donatore prenotandoti  qui che  dandoci  una mano come volontario scrivendo a info@lareteditutti.org . 

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