ROMA – Il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale penale di Roma, Dott. Carlo Villani, ha sollecitato la trasmissione degli atti alla Procura di Perugia con riferimento a quanto dichiarato in aula dall’attrice Eva Grimaldi, sentita come testimone nel processo a carico del produttore tv Alberto Tarallo, imputato per il delitto di bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento della Ares Film, società di produzioni cinematografiche e in particolare di note fiction per la televisione, gestita da lui e dal suo compagno Teodosio Losito.
L’attrice potrebbe essere accusata di falsa testimonianza e di calunnia per avere smentito nel corso dell’esame testimoniale quanto dichiarato in precedenza, durante la fase di indagini preliminari, con specifico riferimento al ruolo rivestito dal manager all’interno della società fallita.
In un primo momento, infatti, aveva definito Tarallo come personaggio particolarmente influente nella gestione economica di Ares Film, poi in aula ha mutato radicalmente la sua versione dei fatti, dichiarando: “Non mi sono mai permessa di dire che Alberto aveva messo dei soldi. Non l’ho mai detto. Non fa parte della mia etica”.
Secondo l’impianto accusatorio, Tarallo, difeso dagli Avv.ti Franco e Francesca Coppi, unitamente al suo compagno, avrebbe manipolato i bilanci societari e sottratto del denaro, di fatto contribuendo al dissesto della società.
Davanti ai giudici della Nona Sezione collegiale del Tribunale penale di Roma si sono presentati, per rendere testimonianza, diversi attori e attrici che hanno collaborato con l’imputato nel corso degli anni d’oro della Ares Film.
Oltre alla Grimaldi, è stato sentito Gabriel Garko, che ha confermato la posizione predominante di Tarallo nella gestione aziendale e creativa della società fallita, Giuliana De Sio, Rosalinda Cannavò, Massimiliano Morra e la deputata di Forza Italia Patrizia Marrocco.
Altri personaggi dello spettacolo, quali Barbara D’Urso e Nancy Brilli, sono stati citati a comparire per il prosieguo dell’istruttoria dibattimentale.
La maggior parte dei testimoni fin ora auditi ha confermato l’atteggiamento autoritario di Tarallo, rimane da chiarire chi fosse il soggetto preposto ad assumere le decisioni amministrative riguardanti la casa di produzione.
Il procedimento penale per bancarotta fraudolenta non è l’unico a carico dell’imputato, che si trova a dover rispondere anche dell’accusa di aver falsificato il testamento di Losito, suo compagno nonché autore televisivo, suicidatosi nella villa che condividevano a Zagarolo l’8 gennaio 2019, imitandone calligrafia e della firma, allo scopo di garantirsi una cospicua eredità dal valore di 5 milioni di euro.
Giorgia Cappella