Frosinone – Il Tribunale di Frosinone, presieduto dal giudice dott. Riuscito, ha assolto con formula piena tutti gli imputati nel processo noto come “Tac Ecologica”, chiudendo definitivamente una vicenda giudiziaria durata oltre sei anni. Al centro del procedimento vi erano i fratelli Alfredo, Santa e Daniela Coratti, vertici della società Tac Ecologica s.r.l., accusati di traffico illecito di rifiuti ai sensi dell’art. 452-quaterdecies del codice penale.
Il caso era esploso il 12 giugno 2019, quando la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ottenne nei confronti di Alfredo Coratti una misura cautelare in carcere, mentre gli altri due fratelli finirono agli arresti domiciliari. I fatti contestati riguardavano presunte irregolarità nella gestione dei rifiuti nei Comuni serviti dalla ditta, in particolare nel centro di stoccaggio di Piglio, in località Piagge.
Secondo l’accusa, parte dei rifiuti raccolti non sarebbero stati correttamente tracciati, facendo sospettare un illecito smaltimento in luoghi diversi dalla discarica autorizzata di Colfelice. Ma l’ipotesi investigativa è crollata sotto il peso delle prove documentali e testimoniali presentate dai difensori Giampiero Vellucci, Mario Pinchera e Guarino Savino, che hanno dimostrato la regolarità del flusso dei rifiuti e la sussistenza di tutte le autorizzazioni amministrative, anche nei casi di proroga.
«È finito un incubo», ha dichiarato Alfredo Coratti, che ha scontato tre mesi di carcere e ora annuncia di voler chiedere un risarcimento milionario per la detenzione ingiusta e la perdita della propria azienda, fallita nel corso del procedimento.
Il Tribunale ha inoltre disposto il dissequestro del sito di Piglio, restituendolo ai legittimi proprietari. Una sentenza che, oltre a segnare la fine di una vicenda giudiziaria, solleva dubbi sull’impatto sociale delle misure cautelari applicate in fase investigativa.