BRINDISI – È stato chiesto il rinvio a giudizio per Gianvito D’Aversa, 32 anni, ex direttore di una casa di riposo a Ostuni, accusato dalla Procura di Brindisi di avere sottratto 344mila euro dai conti di due donne – una madre ultra novantenne con gravi deficit cognitivi e la figlia con disabilità intellettiva – entrambe ospiti della struttura da lui diretta. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Giovanni Marino e condotta con la Guardia di Finanza, coinvolge anche il fratello di D’Aversa, Vincenzo (36 anni), funzionario comunale a Noci, e la madre, Giovanna Morelli (64 anni).
Secondo l’accusa, le somme sarebbero state distratte tramite atti notarili e operazioni di gestione del patrimonio condotte mentre Gianvito D’Aversa rivestiva il ruolo di amministratore di sostegno, incarico conferitogli dal giudice civile. Le ipotesi di reato comprendono circonvenzione d’incapace, appropriazione indebita (sia singola che in concorso con la madre), autoriciclaggio, riciclaggio, furto e omissione di rendicontazione. Il legale della famiglia D’Aversa è l’avvocato Mario Guagliani.
Una precedente ordinanza della gip Vilma Gilli aveva disposto la misura cautelare per Gianvito D’Aversa. La stessa inchiesta ha portato al sequestro per equivalente dei beni nella disponibilità dell’indagato, confermato dal Tribunale del Riesame, presieduto da Vincenzo Scardia, con la relatrice Anna Guidone e il giudice Adriano Zullo a latere.
Tra i beni contestati, anche due appartamenti – uno dei quali destinato a casa vacanze – e perfino fedi nuziali e telefoni cellulari sottratti alle vittime. La vicenda richiama un altro episodio, archiviato per prescrizione, in cui D’Aversa è stato accusato di essersi impossessato di beni appartenenti a un altro anziano assistito.
Resta fermo il principio di non colpevolezza sino a sentenza definitiva.