Una famiglia fa molte scelte che condizionano la vita: dove mandare a scuola i propri figli, in quale quartiere vivere.
Pensieri che riguardano ogni coppia. Ma immaginate che quelle scelte vi spingano a vivere controcorrente, lontano dalla società di oggi.
Una famiglia in particolare sta pagando il prezzo di quelle decisioni.
Questa famiglia non convenzionale sta facendo parlare molto di sé in questi mesi, estranea ai cardini portanti della nostra cultura. La coppia Catherine, nata in Australia, e Nathan, nato in Inghilterra, e i tre figli.
Dal 20 novembre 2025 la famiglia non è più unita in quanto gli è stata tolta la responsabilità genitoriale.
La famiglia controcorrente
La coppia si complementa: lei è una donna intraprendente, con spirito indomito, cavallerizza provetta e autrice tradotta in molte lingue; lui è più riflessivo e pronto a supportare la famiglia. Cittadini del mondo, scelgono l’Italia quale luogo in cui mettere le loro radici fondando una vita diversa, distante dalle tante insidie del mondo di oggi. Nel 2021 si sposano e si insediano nell’ormai famoso bosco in provincia di Chieti, dove il nucleo — composto dai due genitori, due gemellini di allora un anno e una figlia di tre — vive seguendo la filosofia neorurale. La loro filosofia si basa sull’indipendenza e il minimalismo: abitavano in una casa isolata dalla rete elettrica e fognaria, si cuciono i vestiti, mangiano solo quello che coltivano o che possono scambiare con i vicini del territorio. Questo è quello che raccontano le fonti giornalistiche tra cui il Quotidiano Nazionale – Cosa facevano Nathan e Catherine prima di vivere nel bosco con i figli. Il lavoro, Bali e l’incidente spartiacque, del 20 novembre 2025.
Dalle testimonianze fornite agli inquirenti del tribunale minorile dell’Aquila i bambini raccontano che nella loro casa nel bosco sentono a loro agio, prendendosi cura degli orti di alcuni animali che possiedono e dalle loro parole si percepisce che si sentono proprio un tutt’uno con la natura, proprio quello che volevano Catherine e Nathan.
Perseguendo la loro filosofia neorurale la coppia non vuole affidare i loro figli alle istituzioni moderne, che sia la scuola o la scienza. L’istruzione dei figli è seguita dalla madre e qualche volta socializzano con i bambini del territorio giocando a carte. Seguendo la loro filosofia di rifiuto della modernità, Catherine e Nathan da fonti giornalistiche non è chiaro se i loro figli siano stati immunizzati, ma comunque non sono stati sottoposti a visite pediatriche. Tutto questo è emerso dagli accertamenti giudiziari a seguito dell’allontanamento dai genitori disposto dalla magistratura minorile.
Catherine e Nathan, portando avanti uno stile di vita pieno di insidie, mettono in rilievo il grande amore che hanno per i propri figli — se sono disposti a rinunciare alle comodità del XXI secolo per farli vivere in un mondo che reputano all’altezza di quell’amore.
L’inizio della disavventura
Però queste speranze e questi ideali si sono scontrati con la realtà: una famiglia non può fare a meno della modernità e della società nel suo insieme, soprattutto per autoconservazione. Tutto ha inizio dal 22 settembre 2024. Unendo diverse fonti si evince che una mattina, per preparare il pranzo tutti insieme come accadeva spesso, la famiglia andava a foraggiare i boschi alla ricerca di funghi — di solito raccoglievano il prataiolo selvatico. Ma questo fungo è molto simile Amanita phalloides miceto altamente velenoso, presente in quei boschi nelle vicinanze del casolare come riscontrato dalla ASL e dai Carabinieri forestali. Dalle ricostruzioni si è concluso che un membro della famiglia ha erroneamente mescolato il fungo velenoso con gli altri funghi commestibili e che al momento della preparazione nessuno ha notato “l’intruso”, che è stato così consumato nel pasto.
A seguito di questo pasto la famiglia è stata afflitta da un’intossicazione. Nonostante che dopo poche ore tutti si stessero sentendo male — con forti conati e disidratazione — Catherine, che versava nelle condizioni peggiori, si ostinava a superare la malattia soltanto reidratandosi e lasciando che il malessere decorresse su tutta la famiglia. Intanto le ore passano, diventano un pomeriggio, e padre e madre non desistono. Finché un anziano contadino, uno dei pochi amici della famiglia che vive nel vicinato, non li viene a trovare e si trova davanti una situazione disperata. Il conoscente chiama così i soccorsi che, date le condizioni, intervengono d’urgenza.
Questo evento ha fatto scattare il controllo delle autorità nel momento in cui la famiglia è stata ricoverata in ospedale per l’intossicazione alimentare.
Mentre la madre era sottoposta a cure intensive, il padre si è rifiutato di far sottoporre i figli a cure anche solo leggermente invasive — come il sondino naso-gastrico per somministrare il carbone attivo medicinale, che assorbe le sostanze nocive presenti nell’intestino. Proprio lì, di fronte al pericolo imminente per i propri figli, il padre ha scelto il proprio ideale. Non l’amore che quel momento richiedeva. Proprio a causa di questo rifiuto i sanitari hanno allertato i Carabinieri, chiedendo di valutare la decadenza della responsabilità genitoriale.
Subito dopo la degenza, la madre prende i figli si allontana a Bologna senza dire agli inquirenti dove si trovano, per paura che gli assistenti sociali portino via i tre bambini.
Ed è esattamente quello che è successo : secondo quanto emerge dalle relazioni dei servizi sociali, richiamate nel provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, i genitori non sono stati in grado di garantire un’educazione sociale adeguata, una corretta alimentazione né un’istruzione consona all’età dei bambini. Dalle indagini è emerso che i bambini non comprendono pienamente l’italiano e che soffrono di lacune gravi, che possono interferire con il loro sviluppo cognitivo. Sul piano sociale, i bambini fanno fatica a interagire con i loro pari.
Dal 20 novembre 2025 i bambini vivono in una casa famiglia; dal 6 marzo la madre è stata allontanata anche da quella struttura, ritenuta ostile ai processi di integrazione dei figli. Come riportato da questo articolo della Repubblica – Famiglia nel bosco, Cate lascia la casa di Vasto. Madre e figli separati del 6 marzo 2025 .
Il fatto mediatico
Da quando la vicenda ha avuto risalto nazionale ha subito diviso l’opinione pubblica: da una parte chi sosteneva il diritto di Catherine e Nathan di scegliere come crescere i propri figli, dall’altra chi riteneva opportuno che lo Stato intervenisse quando questi non vivono in condizioni adeguate. L’intervento della magistratura minorile è stato in questo senso determinante, disponendo il distacco dei figli dai genitori. In un clima da referendum della giustizia , il Ministro della Giustizia Nordio ha mandato degli Ispettori per indagare sui procedimenti, notizia ripresa dal fattoquotidiano.it con l’articolo Famiglia nel bosco, a causa dei tre ispettori di Nordio rinviate le udienze al Tribunale per i minorenni dell’Aquila del 17 marzo. La vicenda è stata utilizzata dal governo come strumento comunicativo per denunciare un’azione della magistratura ritenuta eccessiva nei confronti di una famiglia innocente.
A referendum ormai perso, i toni si riappacificano. La seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato La Russa, ospita la coppia nelle aule del Senato mercoledì 25 marzo e dichiara: “Non ho né titoli né intenzione di mettere in discussione i provvedimenti dell’autorità giudiziaria né tanto meno voglio giustificare lo stile di vita di Nathan e Catherine. Spero possa essere utile invitare tutti, con la mia moral suasion, affinché vengano eliminate le rigidità, in modo da favorire il più possibile il ritorno a una famiglia unita.” In risposta, Catherine legge una lettera tradotta dall’inglese: “Abbiamo vissuto nel rispetto delle leggi dello Stato e della Costituzione e non abbiamo mai fatto del male ai nostri bambini, non li abbiamo mai privati dei loro bisogni.”
Di fronte alla nostra società
La coppia cerca ora clemenza in vista dell’udienza in corte d’appello del 21 aprile, mostrandosi aperta al dialogo.
Si deve comprendere il dolore provato dalla famiglia per la separazione, ma è altresì vero che il Codice Civile – art. 315-bis, 316, 330, 333 – e l’ art. 30 Costituzione impongono ai genitori di tutelare il benessere psicofisico ed educativo della prole, ribadiscono che i figli non sono proprietà dei genitori e ammettono così l’intervento dello Stato e di altre istituzioni educative, indipendentemente dall’ideale dei genitori.
Questi non sono leggi e principi astratti ma valori universali posti proprio a difesa di chi non è in grado di difendersi.
La richiesta di distensione rimarrà inascoltata? I genitori vorranno fare un passo indietro per riabbracciare i propri figli nella loro casa? Se vogliono che questo accada, dovranno mediare tra i loro ideali e la nostra Costituzione.
Tenendo a mente che per i loro figli il punto non negoziabile è la presenza nella loro vita di mamma e papà.