L’esperienza umana dei conflitti interpersonali ed interna zionali induce ad affermare che i presupposti della Guerra risie dono nell’egoismo e nella solitudine, individuale e collettiva.
Nella società contemporanea prevalentemente egoica, la guer ra è un modo di essere, è coessenziale, ove l’Uomo non riconosce l’Altro, ma lo sfida per eliminarlo, scegliendo, nell’esercizio della propria Libertà, la morte, il contrario della propria Natura, la rinuncia alla relazionalità.
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Negli ultimi cento anni, poi, la Guerra si è manifestata nelle più tragiche forme del genocidio, del terrorismo, dell’uso di armi di distruzione di massa gettando l’essere Umano, per la prima volta nella Storia, nella angoscia esistenziale dell’annientamento totale a causa del possibile disastro ecologico e/o nucleare.
Le ideologie che hanno teorizzato l’Uomo Nuovo e Libero “Sole a sé stesso”, allontanandolo dalla propria Natura, negan dogli l’esserci di una sua Verità, hanno aggravato il disordine materiale e morale nella società, in un clima generale di sopraf fazione permanente.
Non è sufficiente volere la pace per porre fine allo Stato di guerra in cui oggi si trova l’umanità intera.
Occorre uno sforzo globale, una reazione spirituale e materiale per percorrere la strada per instaurare la Società del Valore del Dovere.
Il compimento del proprio dovere deve diventare l’obiettivo di ogni esistenza. Così si renderà possibile la prevalenza della Società dei Valori ove la guerra, la sopraffazione dell’altro verrà, quanto meno, emarginata come assoluto disvalore rispetto alla realizzazione della relazionalità, in cui consiste lo scopo fondante del Dovere.