Inchiesta Superbonus, beni sequestrati per cinque milioni: otto imputati in aula

Civitanova Marche – Case, conti correnti e auto di lusso per un valore superiore ai cinque milioni di euro: è il bilancio dell’operazione che ha portato alla chiusura delle indagini su una presunta frode legata ai superbonus edilizi. Otto persone, tra cui l’imprenditore Salvatore Perricciolo, sono ora a un passo dal processo.Perricciolo, 45 anni, residente a Montegranaro e titolare di due imprese edili, era stato catturato in Slovenia dopo sei mesi di latitanza. Su di lui pende un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Fermo. Al suo fianco, tra gli indagati, figurano la moglie, Zofia Poradzisz, e sei professionisti marchigiani e abruzzesi. La difesa è affidata agli avvocati Gabriele e Massimiliano Cofanelli, Federico Valori e Anna Indiveri.Secondo le accuse, il gruppo avrebbe sfruttato false asseverazioni e crediti fiscali inesistenti legati a sismabonus ed ecobonus, avvalendosi di società intestate a prestanome e di documentazione non veritiera trasmessa all’Enea e all’Agenzia delle Entrate. Gli inquirenti parlano di un meccanismo capace di generare ingenti profitti, successivamente reinvestiti in beni di lusso e immobili sparsi tra Marche, Abruzzo e Calabria.L’inchiesta, avviata nel settembre 2024, ha coinvolto diverse procure e province italiane, con la Guardia di Finanza impegnata in perquisizioni e sequestri. Particolarmente rilevante il ruolo attribuito all’ingegnere Pier Lunghi, accusato di aver firmato asseverazioni con dati non veritieri e timbri riconducibili a soggetti estranei ai lavori.Il giudice ha già fissato l’udienza preliminare per ottobre: sarà il momento decisivo per capire se il caso approderà in aula o se alcuni imputati sceglieranno vie alternative come il patteggiamento. In ogni caso, il processo si annuncia complesso e destinato a far discutere, sia per il valore economico delle operazioni contestate sia per i riflessi sul sistema dei bonus edilizi.

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