“Ospizio degli orrori” di Latera, scarcerati i tre OSS arrestati: giudizio immediato e processi a porte chiuse

Latera – La vicenda della casa di riposo “Villa Daniela” di Latera registra una svolta. Il gip Jacopo Rocchi ha disposto la revoca delle misure cautelari nei confronti di tre operatori socio-sanitari arrestati a gennaio con accuse di maltrattamenti pluriaggravati e violenza sessuale.Carmine Battiloro, 24 anni, di Pitigliano, Marilena Clasar, 32enne di origine romena residente a Marta, e Mirko Tosi, 36 anni, di Tuscania, erano agli arresti domiciliari da quasi sette mesi. Insieme a loro, decadono le sospensioni dalla professione che colpivano altri due operatori, un 59enne di Ischia di Castro e una 31enne di Grotte di Castro.L’inchiesta, coordinata dal pm Flavio Serracchiani, ha portato alla luce presunti episodi di violenza fisica e psicologica su ventuno ospiti della struttura, sette dei quali deceduti durante il procedimento. Tra i casi contestati figura quello di un’anziana di 85 anni che sarebbe stata vittima di violenza sessuale. Le prove raccolte comprendono ore di registrazioni effettuate da telecamere nascoste, posizionate dai carabinieri dopo la denuncia di tre operatrici nella primavera 2024. Le immagini documenterebbero maltrattamenti, insulti, somministrazioni di farmaci sedativi senza necessità clinica e privazioni di cibo.Il giudizio immediato, richiesto dalla Procura, ha spinto le difese a optare per riti alternativi. La scelta, oltre a garantire un processo a porte chiuse, comporta lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna. “Il tempo trascorso e l’allontanamento dal contesto dei fatti rendono non più attuali le esigenze cautelari”, si legge nell’ordinanza.Sono ancora sotto indagine un ulteriore OSS e il direttore della struttura, Mariano Perugini, 47 anni, di Acquapendente, non sottoposti a misure restrittive. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Giovanni Labate, Stefania Buco, Ylenia Porciani, Giuseppe Bacci, Piero Ceccarelli, Angelo Di Silvio ed Enrico Valentini.

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