Alluvione Toscana 2023, disastro evitabile: sindaci e tecnici verso il processo

PRATO – Si stringe il cerchio intorno ai responsabili istituzionali dell’alluvione che nel novembre 2023 devastò ampie zone della Toscana, causando danni ingenti e la morte di alcuni cittadini. La Procura di Prato ha chiesto il rinvio a giudizio per numerosi amministratori locali e funzionari pubblici con l’accusa di disastro colposo e, in alcuni casi, anche di omicidio colposo. I magistrati contestano la mancata manutenzione del territorio e l’assenza di misure preventive nonostante ripetute segnalazioni di rischio idrogeologico.

Tra gli indagati figurano diversi esponenti del Partito Democratico, tra cui Matteo Biffoni, ex sindaco di Prato, e Simone Calamai, sindaco di Montemurlo. Le accuse toccano anche l’ex vicesindaco Simone Faggi, l’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis, e la responsabile della Protezione civile di Montemurlo, Valentina Vespi. La lista prosegue con i nomi di dirigenti comunali, tecnici del Genio Civile e funzionari di Autostrade per l’Italia, tra cui Luca Della Longa.

L’inchiesta, secondo quanto emerso dalle fonti giudiziarie, si concentra sulle mancanze amministrative nell’affrontare la fragilità idrogeologica dell’area: una condotta definita “gravemente negligente” dagli inquirenti, che attribuiscono la responsabilità non solo alle condizioni meteorologiche eccezionali, ma soprattutto all’inazione strutturale e alla scarsa prevenzione.

La Procura punta su una visione più ampia rispetto alla semplice calamità naturale. Nelle carte, si legge che “i disastri si possono evitare”, e in questo caso sarebbe mancata una risposta seria a segnalazioni e criticità note da tempo. La prossima udienza, fissata per il 2 novembre, sarà determinante per valutare il rinvio a giudizio. La vicenda ha anche un rilievo politico: il Comune di Prato è attualmente commissariato dopo le dimissioni del sindaco Bugetti, coinvolta in un’altra inchiesta per corruzione.

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