Assolto ma ancora lontano dalla figlia: il caso che denuncia le falle della giustizia familiare

Dieci anni di attesa, un’assoluzione piena e nessun riavvicinamento alla figlia. È la vicenda di un imprenditore lombardo, difeso dall’avvocato milanese Gilberto Celletti, che evidenzia tutte le contraddizioni del sistema giudiziario in materia di diritto di famiglia. L’uomo era stato accusato dall’ex compagna di aver abusato sessualmente della figlia di sei anni durante la separazione. Accusa gravissima, che il processo ha dimostrato essere priva di fondamento, tanto che lo stesso pubblico ministero aveva parlato di “Said Syndrome”, ossia la formulazione di accuse sessuali strumentali nei procedimenti di divorzio.L’assoluzione, tuttavia, non ha riportato la normalità. La bambina era stata affidata in via esclusiva alla madre e gli incontri col padre, già rari e in modalità protetta, si sono progressivamente diradati. Rosario Privitera, psicologo e consulente di parte, ha sottolineato la discontinuità e l’inefficacia dei servizi sociali, con sei assistenti sociali alternatisi in dieci anni senza un progetto stabile. Dal 2022 il padre non ha più contatti reali con la figlia, e dal mese di aprile scorso non è stato nominato alcun nuovo referente istituzionale.Celletti denuncia un sistema che, per inerzia e pregiudizio, cancella il diritto del minore a mantenere un rapporto con entrambi i genitori, trasformando la giustizia formale in un vicolo cieco. Il tempo, fattore decisivo in ogni procedimento, ha consolidato distanze e incomprensioni difficili da colmare.Il nuovo “Tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie”, pensato per garantire procedure più rapide e specializzate, è stato rinviato al 2026 per carenza di personale e strutture. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato l’istituzione a breve di sezioni specializzate nei tribunali ordinari. Per l’avvocato Celletti, occorre un impegno legislativo immediato per evitare che altre famiglie vivano drammi analoghi, dove la verità processuale non basta a ripristinare la realtà affettiva.

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