Un decennio di bilanci sotto indagine e sedici dirigenti rinviati a giudizio: è il quadro emerso ieri a Torino, dove la giudice Valentina Rattazzo ha accolto le richieste della procura nel procedimento sui “conti truccati” della Città della Salute.Secondo i pm Giulia Rizzo e Mario Bendoni, la manipolazione contabile avrebbe riguardato il cosiddetto fondo Balduzzi, 7,3 milioni che dovevano finanziare prestazioni sanitarie e ridurre le attese, ma che sarebbero stati impropriamente iscritti a bilancio.Le difese contestano la lettura della procura. Tre consulenze tecniche, tutte divergenti, testimoniano la confusione: quella della procura afferma che gli accantonamenti andavano fatti annualmente; quella di parte sostiene che il recupero nel 2022 fosse legittimo; infine, quella del consulente aziendale Davide Di Russo, commissionata a ottobre per 12mila euro, parla di errore contabile e invita a cancellare la posta nel bilancio 2024.In aula, il clima è stato teso. La giudice non ha ammesso il parere Di Russo agli atti, nonostante la richiesta di alcuni avvocati. «Siamo dinanzi a tre consulenze che dicono cose diverse e questo ci spiazza», ha dichiarato l’avvocata Natascia Taormina, che difende Giovanni La Valle e Beatrice Borghese.Tra i rinviati a giudizio anche Gian Paolo Zanetta, Maria Albertazzi, Valter Alpe, Silvio Falco e Nunzio Vistato, tutti ex dirigenti di vertice della struttura ospedaliera torinese. Le loro difese, affidate a professionisti come Vittorio Barosio, Mauro Ronco e Nicola Gianaria, contestano non solo le valutazioni contabili, ma anche l’impostazione stessa dell’accusa, che — sottolineano — riguarda bilanci già approvati dalla Regione Piemonte e controllati dalla Corte dei conti.Il processo si aprirà il 5 febbraio e promette di riaccendere un dibattito destinato a travalicare i confini giudiziari per toccare quelli della gestione pubblica e della trasparenza nelle aziende sanitarie.
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