Si aprirà in autunno, davanti al giudice del tribunale di Viterbo Giacomo Autizi, il procedimento a carico dei 34 attivisti accusati di aver fatto irruzione, nella notte tra il 15 e il 16 aprile, nel mattatoio Ilco di Acquapendente. Una vicenda che, per numeri, modalità e risonanza mediatica, resta una delle azioni animaliste più eclatanti degli ultimi anni.A coordinare l’inchiesta è stato il pm Massimiliano Siddi, che al termine delle indagini preliminari ha disposto la citazione diretta a giudizio per tutti gli imputati. Le contestazioni sono pesanti: furto aggravato di agnelli, resistenza a pubblico ufficiale e turbata libertà dell’industria o commercio. Secondo la procura, gli attivisti – incappucciati e con volti travisati – avrebbero prima studiato l’impianto, poi fatto irruzione da due diversi ingressi, liberando diciassette agnelli e bloccando per ore la catena di macellazione incatenandosi alle strutture interne.Il gruppo, composto da giovani tra i 21 e i 52 anni, proviene da Francia, Italia e Germania. Nessuno è residente nella Tuscia. A difenderli, un ampio collegio di legali: Gianluca Vitale del foro di Torino; Andrea Di Pietro e Paola Bevere del foro di Roma; e, dal foro di Viterbo, Tania Cesarini, Daniele Nobili, Vittoria Mezzetti, Maria Cristina Pepe, Domenico Gorziglia e Patrizia Falsino.Sul fronte opposto, l’imprenditore Piero Camilli, titolare della Ilco, ha già annunciato la costituzione di parte civile. L’azienda sarà rappresentata dagli avvocati Angelo Di Silvio ed Enrico Valentini, che parlano apertamente di danni materiali e morali, oltre che della pesante interruzione dell’attività produttiva in pieno periodo pasquale.Il collettivo “269 Liberation Animale” rivendica l’azione definendola “un’operazione necessaria”, mentre gli atti di polizia restituiscono uno scenario di resistenza protratta per tredici ore, con l’intervento di polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili del fuoco per liberare l’impianto. Per tutti gli attivisti è stato emesso il foglio di via da tre a cinque anni.Il processo chiarirà ora la responsabilità dei singoli partecipanti nella complessa operazione.
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