Caso Banco BPM, il tribunale chiude il processo: assolti dall’accusa di autoriciclaggio, truffa prescritta

VARESE – Si è concluso con un verdetto di assoluzione il lungo procedimento giudiziario che ha visto al centro una presunta truffa milionaria ai danni del Banco BPM. La sentenza, pronunciata l’8 gennaio 2026 dal giudice monocratico Stefania Brusa, ha posto fine a una vicenda iniziata oltre dieci anni fa e che aveva coinvolto cinque imputati, tutti nomi noti del panorama economico e finanziario varesino.Il tribunale ha disposto l’assoluzione piena dall’accusa di autoriciclaggio per Piero Galparoli, Marco Lo Nero, Michele Bergamini, Ezio Ossola e Giovanni Grieco, ritenendo che “il fatto non sussiste” o che gli imputati “non lo abbiano commesso”. Per quanto riguarda invece l’ipotesi di truffa, il giudice ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione.Il processo prendeva le mosse da operazioni finanziarie risalenti al periodo compreso tra il 2014 e il 2017. Secondo l’impostazione accusatoria originaria, sarebbe stato messo in atto un meccanismo finalizzato all’ottenimento di prestiti bancari a favore di società ritenute prive delle necessarie garanzie. Il danno contestato al Banco BPM derivava dal mancato rientro delle somme finanziate, circostanza che aveva spinto l’istituto di credito a costituirsi parte civile nel procedimento.Nel corso del dibattimento, tuttavia, l’impianto accusatorio si è progressivamente indebolito. Già nella precedente udienza, il pubblico ministero Marialina Contaldo aveva chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati, riconoscendo la mancanza di prove idonee a sostenere l’accusa di autoriciclaggio. La richiesta è stata integralmente accolta dal giudice.Le difese hanno sempre sostenuto la piena liceità delle operazioni contestate, ricondotte a normali dinamiche di credito commerciale rivelatesi nel tempo infruttuose, ma prive di qualsiasi intento fraudolento. In aula erano presenti gli avvocati Paolo Bossi per Galparoli, Marco Lacchin per Lo Nero, Francesco Chitò per Bergamini, Elisabetta Brusa per Ossola e Lara Palladino per Grieco.Dall’altra parte, il Banco BPM, rappresentato dall’avvocato Paolo Grasso, aveva ribadito la propria posizione di soggetto danneggiato, insistendo sull’assenza di adeguate verifiche nella concessione dei finanziamenti. La sentenza, però, ha definitivamente archiviato la vicenda giudiziaria, chiudendo un processo durato anni e segnato da accuse di particolare gravità.

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