Entratico – Cinquecentosessantanove giorni trascorsi in carcere da innocente. È il prezzo altissimo pagato da Surinder Pal, cittadino indiano di 63 anni, arrestato e detenuto in via cautelare per l’omicidio del professore Cosimo Errico, avvenuto il 3 ottobre 2018 nella cascina didattica “Cascina dei fiori”, lungo la pista ciclabile della Val Cavallina. Un’accusa che non ha retto al vaglio dei giudici e che si è conclusa con una sentenza di assoluzione piena, diventata definitiva dopo il mancato ricorso in Cassazione.
Ora, a distanza di anni, lo Stato è stato chiamato a risarcire quella detenzione ritenuta ingiusta. La Corte competente ha accolto l’istanza di riparazione presentata dall’avvocato Michele Agazzi, difensore di Pal, riconoscendo un indennizzo di 134 mila euro, a fronte dei 150 mila richiesti. Una somma che non cancella il dolore e il tempo perduto, ma che rappresenta un riconoscimento formale dell’errore giudiziario subito.
Surinder Pal era stato arrestato nell’aprile del 2020 e rimase in carcere fino all’ottobre del 2021. Secondo l’originaria ricostruzione della Procura di Bergamo, quel giorno Pal, dopo aver terminato il lavoro nella cascina, sarebbe tornato sul posto con l’intento di cercare del denaro. Sorprendente dalla vittima, secondo l’accusa, ne sarebbe seguita un’aggressione culminata nell’omicidio. Per questa ipotesi, in primo grado, il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 24 anni di reclusione.
Il processo, però, ha smontato punto per punto l’impianto accusatorio. La Corte d’assise di Bergamo, presieduta dal giudice Giovanni Petillo con a latere Bianca Maria Bianchi, ha assolto Pal. In appello, l’assoluzione è stata confermata dopo appena due ore di camera di consiglio, nonostante la richiesta dell’accusa di una condanna all’ergastolo.
Fondamentale, nella fase successiva, la dimostrazione che Pal non avesse in alcun modo contribuito, con dolo o colpa grave, a indirizzare le indagini contro di sé. Un requisito essenziale per ottenere il risarcimento per ingiusta detenzione. «Ha sempre proclamato la propria innocenza», ha ribadito l’avvocato Agazzi, sottolineando come il ristoro economico non sia automatico ma richieda un rigoroso accertamento.
Resta, intanto, il mistero sull’identità dell’autore dell’omicidio del professore Errico. Un delitto che, a distanza di anni, non ha ancora trovato un responsabile. Per Surinder Pal, invece, si è chiuso un capitolo drammatico: assoluzione definitiva, risarcimento e il ritorno in India, con la libertà finalmente riconquistata.
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