Tutti assolti dall’accusa di associazione mafiosa: è questo l’epilogo del processo di primo grado celebrato presso il Tribunale penale di Palmi relativo all’operazione “Spes contra Spem”. Il collegio presieduto dal dott. Francesco Jacinto, con i giudici a latere dott.ssa Jessica Dimartino e dott.ssa Michela Scullari, ha pronunciato nel febbraio scorso una sentenza che segna un punto di svolta inatteso.Le motivazioni, ora rese pubbliche, escludono la sussistenza di una struttura organizzata di tipo mafioso operante a Taurianova, dove le indagini condotte nel 2021 portarono all’arresto di 11 persone, tra cui Pasquale Zagari. Per lui, l’accusa aveva richiesto trent’anni di reclusione come promotore della cosca Zagari-Fazzalari.La sentenza riconosce a Zagari la responsabilità di una sola estorsione — per la quale è stato condannato a otto anni — assolta invece la parte più pesante, quella relativa alla presunta riorganizzazione della consorteria mafiosa. L’avvocato Antonino Napoli, difensore dell’imputato, ha ottenuto l’accoglimento delle proprie tesi difensive, smontando la prospettazione accusatoria punto per punto.Nel dispositivo si legge che, pur essendo Zagari già stato condannato nel procedimento “Taurus” per 416 bis, il lungo periodo di detenzione e il percorso di allontanamento intrapreso dopo la scarcerazione avrebbero interrotto il legame con il crimine organizzato. Le estorsioni contestate, sostengono i giudici, sarebbero state compiute per necessità economiche personali e non su mandato o in favore di un’associazione.La genesi dell’inchiesta si basava su testimonianze di imprenditori locali che avevano denunciato episodi di intimidazione. Tuttavia, secondo il Tribunale, gli elementi raccolti non sono bastati a provare l’esistenza di una nuova cellula della ’ndrangheta operante sul territorio.
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