450 mila euro e quattro testamenti: il caso Vallera va avanti, respinta la richiesta di archiviazione

Il procedimento sulla presunta circonvenzione d’incapace che avrebbe coinvolto Anita Vallera, anziana residente a Pratola Peligna, non si chiude. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, ha detto no alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura, disponendo la fissazione di un’udienza per il prossimo 26 marzo, passaggio decisivo per valutare un possibile rinvio a giudizio.La decisione arriva dopo mesi di indagini su una vicenda complessa, che ruota attorno a trasferimenti di denaro per 450 mila euro, avvenuti nell’arco di circa un anno, tra la fine del 2021 e l’autunno del 2022. A rischiare l’imputazione sono quattro cugini della donna, tutti indagati per averne approfittato in una fase di progressivo declino cognitivo.Il fascicolo era stato istruito dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti, che, dopo aver esaminato gli esiti delle perizie e le memorie difensive, aveva ritenuto non sufficientemente provata la condotta di circonvenzione, chiedendo l’archiviazione del caso. Una valutazione che, però, non ha convinto il gip.Secondo l’impianto accusatorio originario, gli indagati avrebbero progressivamente isolato l’anziana, inducendola a interrompere i contatti con persone di fiducia e orientandola verso decisioni patrimoniali favorevoli ai familiari. Le somme sarebbero state inizialmente accreditate su un conto corrente cointestato a tre dei sei soggetti coinvolti nelle prime fasi dell’inchiesta, per poi essere redistribuite sui conti personali.Particolare attenzione era stata riservata alla posizione di un 57enne di Pratola Peligna, accusato di aver approfittato delle condizioni di salute della donna per farle redigere un testamento a suo favore presso uno studio notarile. Nel corso delle indagini sono stati acquisiti quattro testamenti e disposte due consulenze tecniche per valutare la capacità della donna al momento degli atti.Le difese, rappresentate dagli avvocati Mario Tedeschi, Luca Tirabassi, Vincenzo Margiotta e Luigi Di Loreto, hanno sempre sostenuto la piena lucidità dell’anziana e la spontaneità dei bonifici, sottolineando come non vi sia stata alcuna forma di pressione o raggiro. A rafforzare la linea difensiva era intervenuta anche la decisione del Tribunale del Riesame dell’Aquila, che aveva annullato il sequestro preventivo delle somme.Nonostante ciò, il gip ha ritenuto che il materiale probatorio richieda ulteriori approfondimenti. In particolare, secondo il giudice, non può dirsi esclusa una ragionevole previsione di condanna, motivo per cui la vicenda dovrà essere nuovamente esaminata in sede di udienza.450 mila euro e quattro testamenti: il caso Vallera va avanti, respinta la richiesta di archiviazioneIl procedimento sulla presunta circonvenzione d’incapace che avrebbe coinvolto Anita Vallera, anziana residente a Pratola Peligna, non si chiude. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, ha detto no alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura, disponendo la fissazione di un’udienza per il prossimo 26 marzo, passaggio decisivo per valutare un possibile rinvio a giudizio.La decisione arriva dopo mesi di indagini su una vicenda complessa, che ruota attorno a trasferimenti di denaro per 450 mila euro, avvenuti nell’arco di circa un anno, tra la fine del 2021 e l’autunno del 2022. A rischiare l’imputazione sono quattro cugini della donna, tutti indagati per averne approfittato in una fase di progressivo declino cognitivo.Il fascicolo era stato istruito dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti, che, dopo aver esaminato gli esiti delle perizie e le memorie difensive, aveva ritenuto non sufficientemente provata la condotta di circonvenzione, chiedendo l’archiviazione del caso. Una valutazione che, però, non ha convinto il gip.Secondo l’impianto accusatorio originario, gli indagati avrebbero progressivamente isolato l’anziana, inducendola a interrompere i contatti con persone di fiducia e orientandola verso decisioni patrimoniali favorevoli ai familiari. Le somme sarebbero state inizialmente accreditate su un conto corrente cointestato a tre dei sei soggetti coinvolti nelle prime fasi dell’inchiesta, per poi essere redistribuite sui conti personali.Particolare attenzione era stata riservata alla posizione di un 57enne di Pratola Peligna, accusato di aver approfittato delle condizioni di salute della donna per farle redigere un testamento a suo favore presso uno studio notarile. Nel corso delle indagini sono stati acquisiti quattro testamenti e disposte due consulenze tecniche per valutare la capacità della donna al momento degli atti.Le difese, rappresentate dagli avvocati Mario Tedeschi, Luca Tirabassi, Vincenzo Margiotta e Luigi Di Loreto, hanno sempre sostenuto la piena lucidità dell’anziana e la spontaneità dei bonifici, sottolineando come non vi sia stata alcuna forma di pressione o raggiro. A rafforzare la linea difensiva era intervenuta anche la decisione del Tribunale del Riesame dell’Aquila, che aveva annullato il sequestro preventivo delle somme.Nonostante ciò, il gip ha ritenuto che il materiale probatorio richieda ulteriori approfondimenti. In particolare, secondo il giudice, non può dirsi esclusa una ragionevole previsione di condanna, motivo per cui la vicenda dovrà essere nuovamente esaminata in sede di udienza.450 mila euro e quattro testamenti: il caso Vallera va avanti, respinta la richiesta di archiviazioneIl procedimento sulla presunta circonvenzione d’incapace che avrebbe coinvolto Anita Vallera, anziana residente a Pratola Peligna, non si chiude. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, ha detto no alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura, disponendo la fissazione di un’udienza per il prossimo 26 marzo, passaggio decisivo per valutare un possibile rinvio a giudizio.La decisione arriva dopo mesi di indagini su una vicenda complessa, che ruota attorno a trasferimenti di denaro per 450 mila euro, avvenuti nell’arco di circa un anno, tra la fine del 2021 e l’autunno del 2022. A rischiare l’imputazione sono quattro cugini della donna, tutti indagati per averne approfittato in una fase di progressivo declino cognitivo.Il fascicolo era stato istruito dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti, che, dopo aver esaminato gli esiti delle perizie e le memorie difensive, aveva ritenuto non sufficientemente provata la condotta di circonvenzione, chiedendo l’archiviazione del caso. Una valutazione che, però, non ha convinto il gip.Secondo l’impianto accusatorio originario, gli indagati avrebbero progressivamente isolato l’anziana, inducendola a interrompere i contatti con persone di fiducia e orientandola verso decisioni patrimoniali favorevoli ai familiari. Le somme sarebbero state inizialmente accreditate su un conto corrente cointestato a tre dei sei soggetti coinvolti nelle prime fasi dell’inchiesta, per poi essere redistribuite sui conti personali.Particolare attenzione era stata riservata alla posizione di un 57enne di Pratola Peligna, accusato di aver approfittato delle condizioni di salute della donna per farle redigere un testamento a suo favore presso uno studio notarile. Nel corso delle indagini sono stati acquisiti quattro testamenti e disposte due consulenze tecniche per valutare la capacità della donna al momento degli atti.Le difese, rappresentate dagli avvocati Mario Tedeschi, Luca Tirabassi, Vincenzo Margiotta e Luigi Di Loreto, hanno sempre sostenuto la piena lucidità dell’anziana e la spontaneità dei bonifici, sottolineando come non vi sia stata alcuna forma di pressione o raggiro. A rafforzare la linea difensiva era intervenuta anche la decisione del Tribunale del Riesame dell’Aquila, che aveva annullato il sequestro preventivo delle somme.Nonostante ciò, il gip ha ritenuto che il materiale probatorio richieda ulteriori approfondimenti. In particolare, secondo il giudice, non può dirsi esclusa una ragionevole previsione di condanna, motivo per cui la vicenda dovrà essere nuovamente esaminata in sede di udienza.450 mila euro e quattro testamenti: il caso Vallera va avanti, respinta la richiesta di archiviazioneIl procedimento sulla presunta circonvenzione d’incapace che avrebbe coinvolto Anita Vallera, anziana residente a Pratola Peligna, non si chiude. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, ha detto no alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura, disponendo la fissazione di un’udienza per il prossimo 26 marzo, passaggio decisivo per valutare un possibile rinvio a giudizio.La decisione arriva dopo mesi di indagini su una vicenda complessa, che ruota attorno a trasferimenti di denaro per 450 mila euro, avvenuti nell’arco di circa un anno, tra la fine del 2021 e l’autunno del 2022. A rischiare l’imputazione sono quattro cugini della donna, tutti indagati per averne approfittato in una fase di progressivo declino cognitivo.Il fascicolo era stato istruito dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti, che, dopo aver esaminato gli esiti delle perizie e le memorie difensive, aveva ritenuto non sufficientemente provata la condotta di circonvenzione, chiedendo l’archiviazione del caso. Una valutazione che, però, non ha convinto il gip.Secondo l’impianto accusatorio originario, gli indagati avrebbero progressivamente isolato l’anziana, inducendola a interrompere i contatti con persone di fiducia e orientandola verso decisioni patrimoniali favorevoli ai familiari. Le somme sarebbero state inizialmente accreditate su un conto corrente cointestato a tre dei sei soggetti coinvolti nelle prime fasi dell’inchiesta, per poi essere redistribuite sui conti personali.Particolare attenzione era stata riservata alla posizione di un 57enne di Pratola Peligna, accusato di aver approfittato delle condizioni di salute della donna per farle redigere un testamento a suo favore presso uno studio notarile. Nel corso delle indagini sono stati acquisiti quattro testamenti e disposte due consulenze tecniche per valutare la capacità della donna al momento degli atti.Le difese, rappresentate dagli avvocati Mario Tedeschi, Luca Tirabassi, Vincenzo Margiotta e Luigi Di Loreto, hanno sempre sostenuto la piena lucidità dell’anziana e la spontaneità dei bonifici, sottolineando come non vi sia stata alcuna forma di pressione o raggiro. A rafforzare la linea difensiva era intervenuta anche la decisione del Tribunale del Riesame dell’Aquila, che aveva annullato il sequestro preventivo delle somme.Nonostante ciò, il gip ha ritenuto che il materiale probatorio richieda ulteriori approfondimenti. In particolare, secondo il giudice, non può dirsi esclusa una ragionevole previsione di condanna, motivo per cui la vicenda dovrà essere nuovamente esaminata in sede di udienza.

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