Finti prestiti e broker senza titoli: chieste condanne fino a sei anni nel processo di Novara

È entrato nella fase decisiva il processo in corso davanti al tribunale di Novara che vede imputati tre presunti mediatori creditizi accusati di aver orchestrato un vasto sistema di truffe legate a finanziamenti mai concessi. Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero promesso prestiti a imprenditori in difficoltà economica, presentandosi come broker specializzati, pur essendo privi delle necessarie autorizzazioni e abilitazioni. I clienti coinvolti sarebbero almeno 133, numero finora accertato dagli investigatori della Guardia di finanza.I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2016 e il 2018. In aula, il pubblico ministero di Novara Silvia Baglivo ha chiesto la condanna di Luca Consoli, 42 anni, residente a Vespolate, ritenuto la figura centrale dell’organizzazione. Per lui è stata sollecitata una pena di 6 anni e 8 mesi di reclusione, in considerazione del presunto ruolo direttivo e del fatto che sui suoi conti correnti sarebbero confluiti la maggior parte dei pagamenti effettuati dalle vittime. Per i coimputati Adalberto Pelacà, residente in provincia di Chieti, e Giuseppe Barcella, del Milanese, il pm ha chiesto condanne a quattro anni di reclusione ciascuno.Le imputazioni, contestate a vario titolo, comprendono truffa aggravata, sostituzione di persona e abusiva attività di mediazione creditizia. Secondo la ricostruzione investigativa, il centro operativo del gruppo sarebbe stato a Novara, dove Consoli esercitava la propria attività.Nel corso del dibattimento, numerose vittime sono giunte in tribunale da diverse regioni italiane per rendere testimonianza. Pur con alcune differenze, i racconti hanno evidenziato un modus operandi ricorrente: ai clienti veniva prospettata la possibilità di ottenere finanziamenti attraverso banche estere, al di fuori dei circuiti tradizionali, previa corresponsione di anticipi — generalmente intorno ai cinquemila euro — per l’apertura delle pratiche e ulteriori somme per la stipula di presunte polizze assicurative. Tuttavia, i prestiti promessi non sarebbero mai stati erogati e le somme versate non sarebbero state restituite.A fronte delle richieste di chiarimenti, i presunti broker avrebbero interrotto ogni contatto, rendendosi irreperibili. Dopo gli interventi delle difese, attesi alla prossima udienza, il processo si avvia verso la sentenza.

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