Doveva essere l’udienza conclusiva, quella destinata a chiudere una vicenda giudiziaria che dura ormai da quasi otto anni. E invece, ancora una volta, il processo per il pestaggio omofobo avvenuto a Baldichieri nel marzo del 2018 si è arenato. Per la diciannovesima volta il procedimento è stato rinviato, allungando ulteriormente un’attesa che per le parti offese è diventata un percorso estenuante.Emanuela e Linda Pines, unite civilmente e coppia da anni, continuano a presentarsi con puntualità in tribunale ad Asti, mediamente tre volte l’anno dal 2018. Un rituale che avrebbe dovuto trovare conclusione prima di Natale e che invece proseguirà almeno fino al 2026. La nuova data fissata è il 9 gennaio, ma a questo punto anche quell’udienza appare tutt’altro che risolutiva.I fatti sono noti e vengono ricostruiti in aula a ogni rinvio. In un condominio di Baldichieri, dopo aver chiesto ai vicini di casa di contenere il rumore, le due donne furono aggredite. Emanuela riportò le lesioni più gravi, con ferite al volto e alla testa, in un contesto che l’accusa ha qualificato come aggressione a sfondo omofobo. Per quei fatti sono imputati tre uomini: un vicino di casa e due suoi parenti.Il giorno successivo all’aggressione, Emanuela e Linda denunciarono quanto accaduto anche sui social network, pubblicando una fotografia del volto tumefatto e indicando i presunti responsabili. Da qui la contestazione di diffamazione nei loro confronti. Un intreccio di accuse incrociate che ha portato al rinvio a giudizio di tutti e all’apertura di un processo che, dopo oltre dieci udienze, era riuscito a sentire solo una parte dei testimoni.A pesare sull’andamento del procedimento sono state le continue assenze degli imputati, talvolta giustificate, talvolta legate a situazioni più complesse, come la detenzione all’estero di uno di loro. Nemmeno il tribunale e la difesa sono riusciti per lungo tempo a contattarlo per una formale rinuncia alla comparizione, con ulteriori udienze andate a vuoto.Quando finalmente Emanuela e Linda sono state ascoltate, il processo ha conosciuto una breve accelerazione. Ma anche quella finestra si è richiusa rapidamente, tra nuove assenze e cambi di difensori che hanno comportato legittime richieste di termini a difesa. Tutto davanti al giudice Giordano, che aveva fissato l’udienza decisiva per la scorsa settimana.L’ultimo rinvio è stato determinato dalla mancata comparizione di due testimoni, regolarmente citate e legate agli imputati, che il nuovo difensore ha ritenuto indispensabile ascoltare. Il giudice ha disposto per gennaio l’accompagnamento coatto da parte dei carabinieri.Nessun commento ufficiale da parte dell’avvocato Maurizio Lamatina, difensore delle due donne. Sui social, invece, Emanuela e Linda hanno definito l’intera vicenda “una commedia giuridica che non fa ridere”. Un’amara constatazione, se si considera che la diciannovesima udienza eguaglia per numero quelle di processi ben più complessi, come il procedimento Barbarossa, celebrato contro decine di imputati per reati di ‘ndrangheta.
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