La Procura di Imperia ha chiesto il rinvio a giudizio per Massimo Donzella, Sonia Balestra e Gabriele Saldo, ex vertici di Rivieracqua, la società incaricata della gestione del servizio idrico nel comprensorio imperiese. L’accusa riguarda la presunta falsificazione dei bilanci societari tra il 2015 e il 2017, con effetti che, secondo gli inquirenti, avrebbero aggravato la già delicata situazione finanziaria dell’ente.Secondo la ricostruzione dell’accusa, i tre avrebbero operato in concorso, intervenendo sulla rappresentazione contabile dei conti societari attraverso l’iscrizione di crediti ritenuti insussistenti nei confronti dei Comuni soci. In particolare, nei bilanci sarebbero stati inseriti crediti per quasi 2 milioni e 700 mila euro, a fronte di somme che non avrebbero trovato reale giustificazione nei rapporti economici con gli enti pubblici. Parallelamente, non sarebbe stato contabilizzato un debito verso la Provincia di oltre 800 mila euro.Il bilancio 2016 rappresenta uno dei passaggi centrali dell’inchiesta. Secondo quanto contestato, il documento contabile avrebbe dovuto registrare una perdita di circa 2,3 milioni di euro, mentre fu approvato con un utile di poco superiore ai duemila euro, risultato ottenuto attraverso correttivi ritenuti irregolari dagli organi inquirenti.L’indagine affonda le radici nel 2016, quando i tre finirono iscritti nel registro degli indagati. L’anno successivo l’inchiesta conobbe una forte accelerazione, con perquisizioni e sequestri. Il procedimento subì poi una lunga fase di stallo nel 2018, quando Rivieracqua, allora interamente pubblica, presentò ricorso al Tribunale di Imperia per l’ammissione al concordato preventivo.La vicenda è tornata al centro dell’attenzione nel 2024, nel contesto dell’esame del piano di ristrutturazione dei debiti, dopo la trasformazione della società in realtà mista pubblico-privata, con l’ingresso di Acea Molise al 48%. La richiesta di rinvio a giudizio è ora al vaglio del giudice chiamato a fissare l’udienza preliminare. Nei materiali disponibili non sono indicati i nomi del pubblico ministero titolare dell’indagine, del giudice né dei difensori.
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