Dodici persone, tra cui l’ex senatore ed ex deputato regionale siciliano del Partito democratico Nino Papania, rischiano di finire a processo davanti al tribunale di Trapani nell’ambito di una vasta inchiesta sui fondi europei destinati alla formazione professionale. La Procura di Trapani ha infatti chiesto il rinvio a giudizio degli indagati, contestando, a vario titolo, reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa alla malversazione, fino al riciclaggio, all’autoriciclaggio e al voto di scambio.Secondo l’impianto accusatorio, i finanziamenti europei sarebbero stati ottenuti attraverso l’organizzazione di corsi di formazione mai effettivamente svolti, i cosiddetti “corsi fantasma”. Le somme erogate, sempre secondo la Procura, non sarebbero state utilizzate per finalità formative ma avrebbero alimentato un movimento politico costituito nel 2020, ritenuto riconducibile e controllato dallo stesso Papania.Nel procedimento sono stati citati per responsabilità amministrativa anche tre enti di formazione professionale: Cesifop, Ires e Tai, beneficiari dei finanziamenti comunitari oggetto dell’inchiesta. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di finanza, che stima in oltre otto milioni di euro l’ammontare complessivo dei fondi europei che sarebbero stati distratti.L’inchiesta ha preso le mosse dalla Procura europea, che in Sicilia opera attraverso due referenti a Palermo. Una parte del fascicolo è stata successivamente trasmessa per competenza alla Procura di Trapani, che ha portato a termine le indagini preliminari e avanzato la richiesta di processo.Secondo i magistrati trapanesi, l’ex parlamentare sarebbe stato il “dominus” di una vera e propria lobby di potere, capace di orientare l’assegnazione e la gestione dei fondi comunitari destinati alla formazione professionale. Un sistema che, sempre secondo l’accusa, avrebbe sfruttato in modo distorto le risorse europee, trasformandole in uno strumento di sostegno politico ed economico.Sarà ora il Gup Samuele Corso, nel corso dell’udienza preliminare fissata per il mese di febbraio, a valutare la fondatezza delle accuse e a decidere se disporre il rinvio a giudizio degli imputati e degli enti coinvolti. Una decisione che segnerà un passaggio cruciale in una delle più rilevanti inchieste siciliane sui fondi per la formazione professionale.
Add a comment