Assolto, ma torna a perseguitare: nuovo incubo per la ex compagna

Era stato assolto appena tre giorni prima dall’accusa di maltrattamenti e atti persecutori ai danni dell’ex moglie, ma non ha atteso molto prima di tornare a renderle la vita un inferno. Il protagonista della vicenda è un uomo di 62 anni residente in provincia di Padova. Il 5 giugno 2025, il Tribunale di Padova aveva disposto la sua assoluzione per insufficienza di prove, ritenendo non dimostrato il carattere violento e reiterato dei comportamenti a lui attribuiti. Tuttavia, appena scarcerato, l’8 giugno si è presentato nuovamente alla porta della donna, accusandola di averlo fatto finire in cella e avviando un nuovo ciclo di minacce e molestie.

L’uomo, secondo quanto documentato da nuove denunce e testimonianze, avrebbe iniziato una vera e propria escalation persecutoria, che ha coinvolto non solo l’ex compagna ma anche il figlio della coppia e la sorella della donna. I comportamenti contestati vanno da pedinamenti a insulti e minacce, fino a presunte aggressioni fisiche. Un episodio ha richiesto perfino l’intervento dei medici, con la donna che si è recata al pronto soccorso dopo essere stata colpita.

La nuova indagine, affidata alla Procura di Padova, si è basata su elementi concreti: testimonianze, referti medici e documentazione raccolta dai carabinieri. Su richiesta della Procura, il giudice ha emesso un’ordinanza che prevede l’applicazione del braccialetto elettronico e il divieto di avvicinamento. Inoltre, all’uomo è stato imposto il divieto di dimora nei comuni di Selvazzano, Abano Terme, Rovolon e Rubano.

Il caso evidenzia le falle nella tutela delle vittime di violenza domestica anche dopo un processo assolutorio. Le indagini sono in corso, e la Procura intende chiarire se ci siano stati errori nella precedente valutazione delle prove o se si tratti di una recrudescenza improvvisa dei comportamenti persecutori.

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