Falsi vaccini, Compagno patteggia: il processo si divide in due

L’udienza che avrebbe dovuto limitarsi a sciogliere alcune questioni tecniche ha assunto tutt’altro profilo quando Chiara Compagno, medico di base coinvolta nella maxi inchiesta sui falsi vaccini in periodo Covid, ha deciso di imboccare la strada del patteggiamento. Una scelta che ha colto di sorpresa molti dei presenti, segnando di fatto una separazione netta tra la sua posizione e quella dell’altra imputata, la collega Marcella Gennari, per la quale il dibattimento proseguirà. Compagno e Gennari erano state rinviate a giudizio con accuse pesanti: corruzione, peculato, truffa ai danni dello Stato e falso, ipotesi maturate nell’ambito delle indagini sulle finte vaccinazioni che avrebbero permesso a pazienti contrari alla campagna vaccinale di ottenere comunque il Green pass. Per l’udienza filtro la sala del tribunale si aspettava un confronto su questioni preliminari, ma la difesa di Compagno – rappresentata dagli avvocati Marco Linguerri e Carlo Taormina – ha riproposto l’istanza di patteggiamento già avanzata nella fase preliminare.Dopo una camera di consiglio piuttosto lunga, il collegio ha accolto la richiesta, nonostante il parere contrario del pubblico ministero Ciro Alberto Savino. La pena è stata fissata a due anni, con sospensione condizionale, e contestualmente è stato disposto un rimborso di 668 euro a favore dell’Ausl, costituita parte civile. Una decisione che i difensori della dottoressa hanno accolto con evidente soddisfazione, definendola un riconoscimento della fondatezza delle loro argomentazioni e delle attenuanti che ritenevano meritevoli di essere valorizzate.Taormina ha parlato di “caso chiuso sul nascere”, sottolineando come il tribunale abbia ritenuto credibile la buona fede della dottoressa nel rilascio delle certificazioni contestate. Secondo il legale, Compagno avrebbe agito sulla base della propria valutazione clinica e del dovere di tutelare l’integrità dei pazienti.Per Gennari, difesa dall’avvocato Alessandro Valenti, il processo resta invece aperto. Ammesse le prove, i giudici hanno rinviato al 29 maggio per ascoltare i primi testimoni, dando ufficialmente avvio al dibattimento

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